PhD in Philology, Literature and Linguistics

Course partially running (all years except the first)

Offerta didattica del Dottorato in Letterature Straniere, Lingue e Linguistica 2018-2019

Period
Anno Accademico 2018/2019

Academic staff
Stefan Rabanus

Series to which this belongs

32° Ciclo
32° Ciclo
33° ciclo
34° ciclo

Description

Offerta didattica 2018-2019, aggiornata il 6 marzo 2019. L’attività formativa organizzata dal Corso di Dottorato in Letterature Straniere, Lingue e Linguistica si rivolge ai dottorandi del XXXIII e XXXIV ciclo di questo corso di dottorato e ai dottorandi dei cicli precedenti del Dottorato in Lingue, Letterature e Culture straniere moderne (per i curricula Letterature e Culture Straniere e Lingue Straniere e Traduzione) e del Dottorato in Studi Filologici, Letterari e Linguistici (per il curriculum Linguistics).

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#Seminario collegato al dottorato#

Title
Contro giganti e altri mulini. Le traduzioni italiane del Don Quijote
Summary
Cominciamo con un interrogativo: può un’opera letteraria, che è innanzi tutto un prodotto linguistico, rinunciare a quella stessa lingua in cui è stata generata? Ci sollecita un’immagine, quella di Huyendo de la crítica del pittore catalano Pere Borrell del Caso (1871), in cui uno spaesato fanciullo posa già un piede oltre la cornice che lo imprigiona. Di lì a poco sarà fuori dal suo luogo d’origine per approdare in un altrove più vicino a noi che lo guardiamo stupefatti. L’illusione è perfetta. Una volta fuori, lo considereremo quasi uno di noi, perché nei suoi occhi leggiamo uno sguardo intraducibile. È questo, in fondo, quel che succede nel trasportare fuori dalla sua cornice originaria un testo che dovrà trovare nuova vita in un’altra lingua. Audace fino al credersi secondo autore, ma spesso dimenticato nei frontespizi dei libri tradotti, il traduttore occupa un ruolo insostituibile per la diffusione delle culture; in equilibrio fra due tensioni opposte, come ricorda Ortega y Gasset, quella che tira il lettore verso il linguaggio dell’autore e quella che porta l’autore verso il linguaggio del lettore, può considerare l’opera riuscita quando avrà strappato quest’ultimo alle sue abitudini linguistiche per obbligarlo a muoversi dentro quelle dell’autore (José Ortega y Gasset, Miseria y esplendor de la traducción). Così pure Valentín García Yebra riconosce al traduttore non passivo importanti meriti nell’arricchimento della lingua d’arrivo, anche grazie a prestiti lessicali e all’adozione di concetti appartenenti ad altri ambiti culturali (Valentín García Yebra, Traducción y enriquecimiento de la lengua del traductor). Che influenza hanno avuto sulla lingua meta (l’italiano, nello specifico) le traduzioni del capolavoro cervantino? E che rapporto hanno stabilito con la propria epoca letteraria? Da queste domande parte l’ultimo denso volume che l’ispanista dell’Università di Bari Nancy De Benedetto ha dedicato alle traduzioni italiane del Quijote.
Dalla recensione di Carla Perugini, Rassegna Iberistica, 41, 2018.
 
Supervisor
Alfonsina (Nancy) De Benedetto - Università degli Studi di Bari

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