Storia del teatro e dello spettacolo (m) (2015/2016)

Codice insegnamento
4S001348
Docente
Nicola Pasqualicchio
Coordinatore
Nicola Pasqualicchio
crediti
6
Settore disciplinare
L-ART/05 - DISCIPLINE DELLO SPETTACOLO
Lingua di erogazione
Italiano
Sede
VERONA
Periodo
Semestrino IIB dal 18-apr-2016 al 4-giu-2016.

Orario lezioni

Semestrino IIB
Giorno Ora Tipo Luogo Note
mercoledì 8.30 - 10.10 lezione Aula 1.5  
giovedì 8.30 - 10.10 lezione Aula 1.5  
venerdì 8.30 - 10.10 lezione Aula 1.5  

Obiettivi formativi

Il corso intende offrire agli studenti metodi e strumenti di approfondimento dell’analisi critica del testo drammatico, sia nel confronto e nel rapporto con gli altri generi letterari sia in relazione alla sua specifica finalità scenica.

Programma

L’incubo futuro: distopie teatrali del Novecento. Il termine “distopia” indica, in ambito letterario e filosofico, il contrario dell’utopia: cioè la visione di un mondo altro (generalmente proiettato nel futuro), i cui sviluppi scientifici, tecnologici, politici hanno condotto alla costituzione di una società da incubo, totalmente disumanizzata o esposta al rischio di eventi catastrofici. L’immaginario distopico ha conosciuto una notevole fortuna nella letteratura occidentale dalla fine dell’Ottocento a tutt’oggi, trovando realizzazioni particolarmente riuscite soprattutto nelle opere narrative di Wells, Orwell, Bradbury, Dick. Anche il cinema ha frequentemente messo le proprie risorse visionarie a disposizione della creazione di mondi distopici, da Metropolis di Lang fino a Blade Runner di Scott e oltre. Sia pur con minore frequenza, anche il teatro ha dato però il proprio contributo al genere dell’utopia negativa. Il corso si propone appunto di analizzare alcuni tra i più interessanti testi teatrali del Novecento riconducibili al genere distopico, sottolineando le particolari risorse drammaturgiche e sceniche a cui il teatro si affida per immettere gli spettatori all’interno di un futuro da incubo: dalle pièces che inaugurano l’inquietante mito del robot (R.U.R. di Čapek e El señor de Pigmalión di Grau) all’angosciante potere delle macchine nei drammi futuristi di Ruggero Vasari; dal presentimento dei “replicanti” nel teatro di Bontempelli al futuro asettico della Cimice di Majakovskij; dalla dittatura che manda al rogo i libri nelle riduzioni per il palcoscenico della distopia bradburiana di Fahrenheit 451 a quella che bandisce il sonno e i sogni nella Cité sans sommeil di Tardieu.

Testi di riferimento: F. Muzzioli, Scritture della catastrofe, Roma, Meltemi, 2007; K. Čapek, R.U.R. Rossum’s Universal Robots, Venezia, Marsilio, 2015 (oltre a quello del testo, è richiesto uno studio attento del saggio introduttivo di A. Catalano, Karel Čapek e i robot: cronaca di un tradimento annunciato); R. Vasari, L’angoscia delle macchine e altre sintesi futuriste, Palermo, :duepunti edizioni, 2009 (oltre a quello dei testi, è richiesto uno studio attento degli Apparati, pp. 135-161); R. Bradbury, Fahrenheit 451 (romanzo), Milano, Mondadori, 2000 (o altra edizione).
Gli studenti frequentanti dovranno inoltre dimostrare una conoscenza completa e approfondita degli argomenti trattati durante le lezioni. Gli studenti non frequentanti sostituiranno questa parte con lo studio di uno a scelta dei seguenti testi: R. Notte, Machina ex machina. Saggio sul mito del robot, Roma, Bulzoni, 2008; F. Maramai, Ruggero Vasari. Una vocazione futurista nell'Europa delle avanguardie storiche, Siena, Betti, 2005; C. Grazioli, Lo specchio grottesco, Padova, Esedra, 1999.

Modalità d'esame

Colloquio orale

Opinione studenti frequentanti - 2015/2016