Conflitti sociali, strutture parentali e comunità locali nell'Italia alto medievale (VIII-XI)

Data inizio
1 febbraio 2013
Durata (mesi) 
36
Dipartimenti
Culture e Civiltà
Responsabili (o referenti locali)
Stoffella Marco
URL
http://virgo.unive.it/saame/it/prin-alto-medioevo/
Parole chiave
Conflitti"comunità locali"alto medioevo

La ricerca intende approfondire la conoscenza della società altomedievale italiana fra VIII e XI secolo attraverso un'analisi delle strutture parentali, alla quale si
accompagnerà uno studio dei conflitti e della loro composizione. Tutto questo sarà indagato in una prospettiva che è quella delle comunità locali, siano esse di confine
o delle aree interne della penisola. La ricerca sarà sviluppata mediante l'analisi sia delle fonti scritte che di quelle archeologiche; l'ambito territoriale è costituito dal
regno longobardo-italico, dall'Italia meridionale longobarda e dal ducato veneziano. Si valorizzeranno così due gruppi di dati - quelli relativi ai Placiti del Regnum
Italiae e quelli relativi ai siti archeologici scavati con metodo stratigrafico - che costituiscono entrambi fonti eccezionali nel panorama documentario e materiale
europeo. La prospettiva di analisi che si intende seguire è del tutto originale, poiché pone al centro della riflessione le tematiche della competizione e dei conflitti nella
loro dimensione sociale e di genere.
Nella società altomedievale il ruolo giocato dalle strutture parentali era molto più rilevante di quello odierno. Individuare il funzionamento delle strutture di parentela
nell'alto medioevo significa perciò comprendere il loro rapporto con le modalità stesse di riproduzione sociale. Questa parte della ricerca avrà al suo centro i tre temi
classici dello studio della parentela: vocabolario, alleanze, filiazione. Gli atti della pratica saranno confrontati con il De institutione laicali di Giona di Orléans, di cui
si fornirà per la prima volta un'edizione critica.
Si elaboreranno poi i dati provenienti da centinaia di necropoli altomedievali distribuite sul territorio italiano, per verificare se nell'organizzazione spaziale delle
sepolture fosse determinante la parentela biologica o se prevalessero altre forme di raggruppamento, per genere o per gruppi di età. Ci si chiederà in che modo le
strutture parentali fossero rappresentate nelle aree funerarie, soprattutto quando, nel secolo VIII, vengono meno i corredi che rendevano visibili i capostipiti, sepolti
con ricchi corredi. Al loro fianco erano deposte le tombe di donne con gioielli, e bisognerà chiarire se tale scelta fosse condizionata dal loro essere mogli e non invece
figlie o sorelle. Sarà inoltre affrontato il problema relativo alla sex-ratio tra uomini e donne, che nelle necropoli altomedievali italiane è a sfavore delle donne,
utilizzando le analisi isotopiche dell'azoto; a questo scopo si cercherà anche di comprendere se i bambini e le bambine fossero nutriti allo stesso modo o se ci fossero
invece fenomeni di discriminazione delle bambine.
Le strutture sociali e le loro trasformazioni, oltre che mediante l'analisi della struttura della parentela, possono essere indagate attraverso lo studio dei conflitti, di solito
legati alla proprietà fondiaria e alla sua trasmissione, oppure allo status giuridico delle persone e dei nuclei familiari. In questo caso ci si concentrerà sulla
documentazione di tipo giudiziario: i giudicati di età longobarda, i placiti di età carolingia e del ducato veneziano e la documentazione giudiziaria dell'Italia
meridionale. Di questi documenti, che ci mostrano gli attori in gioco nella società - il potere pubblico, l'aristocrazia laica, le città, le istituzioni ecclesiastiche con i loro
vertici, i nuclei parentali, le comunità locali - si preparerà un'edizione completa in formato digitale.
La conflittualità sociale tra VIII e XI secolo è evidente anche leggendo le fonti materiali. La volontà di affermazione delle aristocrazie si concretizza in questo periodo
nella costruzione di nuove residenze fortificate e nella volontà di affermazione e controllo delle classi subalterne, come dimostrano i numerosi casi di accentramento
insediativo. Questo aspetto della ricerca riguarderà diversi siti della Toscana settentrionale. L'uso della fonte materiale sarà utilizzato infine per evidenziare i modelli
identitari - di rappresentazione e di distinzione - delle varie comunità, indagati attraverso le reti commerciali che li coinvolgevano, i caratteri della cultura materiale, i
modi di organizzare gli spazi insediati, i marcatori di gerarchie sociali. Da questo punto di vista, l'area considerata sarà quella costiera dell'arco alto Adriatico che, tra
VIII e XI secolo, conosce un momento di affermazione di nuove realtà sociali (Comacchio, Venezia), anche attraverso processi di intensa conflittualità. Il prodotto
finale sarà una piattaforma GIS, collegata a un database in cui verranno raccolte le informazioni elaborate sulle fonti materiali.

Enti finanziatori:

Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento

Partecipanti al progetto

Marco Stoffella
Ricercatore

Attività

Strutture