Ricostruire l'arte scenica dell'interprete italiano di tradizione nel XX secolo

Starting date
October 1, 2014
Duration (months)
48
Managers or local contacts
Brunetti Simona

Il progetto si propone di affrontare questioni legate all’interpretazione dell’attore e all’allestimento di alcuni spettacoli, legati alla tradizione italiana, attraverso l'analisi delle testimonianze rimaste nei video televisivi, registrazioni audio o filmati digitali. Il periodo di principale interesse sarà concentrato nella seconda parte del Novecento, dal 1968 al 1999 circa.
A premessa del lavoro vi sarà una sorta di approfondimento teorico su come all’inizio del Novecento la drammaturgia italiana arrivi a “fissare” sulla pagina l’arte del “grande attore” e nello stesso tempo a inibirne in qualche modo le potenzialità creative. In particolare, si metterà in luce come il simbolismo dello spazio permetta a D’Annunzio di evocare la figura di un’attrice «multianime» ispirata dall’arte recitativa di Eleonora Duse, e come, invece, per Pirandello sia solo il potere dell’immaginazione dell’autore a determinare la forma dei personaggi da rappresentare.
Negli stessi anni, Bontempelli sembra utilizzare il concetto di marionetta umana per delineare le caratteristiche di un nuovo tipo di artista della scena e del suo ideale rapporto con il pubblico: pensa a un interprete senza stilemi precostituiti o una propria personalità recitativa definita, che possa essere guidato da un autore-regista al pari di una marionetta; un interprete estremamente duttile ed eclettico per poter vestire qualunque parte gli sia affidata. Considerando, però, che il teatro di regia in Italia nasce con un considerevole ritardo rispetto al resto d’Europa, si deve attendere il secondo dopoguerra perché una tale tipologia di artista si possa affermare sui palcoscenici della penisola. In particolare con Gianfranco De Bosio a Padova e Giorgio Strehler a Milano si inaugura un nuovo modo di rivisitare scenicamente sia il teatro del passato che la grande stagione del teatro d’attore.
A conclusione della ricerca, per poter ricostruire l’arte dell’attore novecentesco di tradizione si prenderanno in considerazione anche le nuove e molteplici opportunità offerte dai mezzi di comunicazione radiofonici e digitali.

Project participants

Simona Brunetti
Assistant Professor

Collaboratori esterni

Elena Zilotti
Venezia Ca' Foscari Dottoranda
Publications
Title Authors Year
Il "Kean" di Vittorio Gassman “inquadrato” da Francesco Rosi Brunetti, S. 2019
L'eloquenza straniante del corpo-negato in "Natale in casa Cupiello" di Antonio Latella Brunetti, S. 2018
Dal cielo ai bassifondi. Il primo allestimento italiano del "Lucifer" di Vondel per la regia di Antonio Syxty (1999) S. BRUNETTI 2017
La Natura "dolorosa e appassionante" evocata dall'arte di Eleonora Duse S. BRUNETTI 2017
Lo spettatore con dovere di testimonianza: Raboni critico teatrale per il «Corriere della Sera» S. BRUNETTI 2016
"Enrico IV", ovvero il potere salvifico dell'immaginazione S. BRUNETTI 2015
Il teatro di Jean Tardieu sulla scena italiana del secondo Novecento S. BRUNETTI 2015
Lazzi di Commedia dell'Arte per "La Calisto" di Jacobs e Wernicke S. BRUNETTI 2015
Ten Years of Short Theatre. Rome and Its 'Short' Festival S. BRUNETTI 2015
La divina donna-manichino di Massimo Bontempelli S. BRUNETTI 2014
L'Arlecchino-Tristano di Dario Fo S. BRUNETTI 2013
De Bosio, "Betia", 1994: Meneghelo filosofo dell'eros S. BRUNETTI 2012
Il salotto della tortura in un cielo magrittiano: "Il piacere dell'onestà" di Pirandello-Puggelli S. BRUNETTI 2011

Activities

Research facilities