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La diffusione manoscritta delle opere petrarchesche oltre le Alpi: Dresda  (2009)

Authors:
Forner F.
Title:
La diffusione manoscritta delle opere petrarchesche oltre le Alpi: Dresda
Year:
2009
Type of item:
Articolo in Rivista
Tipologia ANVUR:
Articolo su rivista
Nations of authors:
ITALIA
Language:
Italiano
Format:
A Stampa
Referee:
Name of journal:
Studi petrarcheschi
ISSN of journal:
1128-2045
N° Volume:
22
Series:
nuova
Page numbers:
93-119
Keyword:
Petrarca, Umanesimo, Germania
Short description of contents:
La storia dell'arrivo dei codici petrarcheschi in Germania è estremamente complessa e attraversa più secoli: Petrarca fu in un primo tempo amato come filosofo morale, che sapeva coniugare la sapienza classica con i valori del cristianesimo; inoltre i partecipanti italiani ai concili di Costanza e Basilea, e gli studenti tedeschi che verso la metà del XV secolo affollavano le università italiane contribuirono grandemente a diffondere la conoscenza di autori dell'umanesimo italiano e fra essi anche di Petrarca. La storia del successo petrarchesco in area tedesca non terminò tuttavia con il XVI secolo. Una particolare testimonianza a questo proposito è offerta da alcuni manoscritti conservati presso la Sächsische Landesbibliothek Staats- und Universitäts- bibliothek Dresden. La storia della biblioteca, fondata nel 1556, si differenzia da quella di molte altre della Sassonia, in primis la biblioteca universitaria di Lipsia. A Dresda non esisteva una università e il periodo di maggior espansione della raccolta libraria fu il Settecento: proprio durante questo secolo i contatti e gli scambi prima commerciali e poi anche culturali fra Dresda e l'Italia furono numerosi e coinvolsero vari aspetti della vita di quella che ormai veniva chiamata Elbflorenz, la Firenze sull'Elba. All'acquisto, dunque, di preziosi dipinti dei più rinomati pittori italiani dei secoli passati corrispondeva un crescente interesse anche per le raccolte di libri che giungevano ormai numerose sul mercato antiquario, in particolare italiano. Così anche l'arricchimento della biblioteca reale, sostenuto con cospicui finanziamenti, ebbe un notevole contributo da acquisizioni fatte in Italia ad opera di eruditi bibliotecari. Nel corso del Settecento furono acquistati i seguenti manoscritti pertrarcheschi: Ob. 26, che contiene i Trionfi; C. 123, che è latore solo di quattro libri delle Familiari; Db. 90, riccamente miniato, che trasmette lo pseudo-petrarchesco Liber augustalis di Benvenuto da Imola; Ob. 25, è petrarchesco solo in minima parte: è infatti un testimone della Commedia dantesca, ma, ai ff. 49v-50v, è trascritta la canzone alla Vergine; Ob. 27, con splendide miniature, è latore dei Trionfi. La storia dell'arrivo a Dresda degli altri manoscritti petrarcheschi non è così facilmente ricostruibile. Ob. 32, per esempio è un curioso manoscritto, che sarebbe dovuto diventare, probabilmente, di tipografia; trasmette le Risposte di Gioseffe degli Aromatari alle considerationi del sig. Alessandro Tassoni, sopra le rime del Petrarca: difficile dire quando e come il manoscritto sia arrivato a Dresda, probabilmente tramite una delle numerose acquisizioni settecentesche. Ultimo testimone italiano è Ob. 44: arrivò a Dresda nel 1737, comprato ad un'asta a Lipsia, ma faceva precedentemente parte della biblioteca Magliabechiana di Firenze; è latore di numerosi volgarizzamenti di opere di autori classici, medioevali e di padri della Chiesa: qui trovano posto anche Petrarca e alcune opere pseudo petrarchesche. Oc 54 rappresenta un'eccezione solo per il fatto di non essere di origine italiana, ma francese. Ricche sono le miniature, opera giovanile di Jacques de Besançon. Esse illustrano il volgarizzamento francese del De remediis utriusque fortune di Jean Daudin, canonico parigino. Ma anche questo manoscritto arrivò a Dresda solo nel 1725 e la sua origine è tutta legata al mondo culturale parigino. Solo un manoscritto, App. 2293, non rientra nel quadro appena descritto. Si tratta di una cospicua miscellanea certamente assemblata in area tedesca nella seconda metà del XV secolo. Ma il quadro non muta: l'unico trattato attribuito, falsamente, a Petrarca e qui inserito è l'ars punctandi. Si tratta quindi di un'opera sulla punteggiatura che non denota un interesse particolare per Petrarca.
Product ID:
64390
Handle IRIS:
11562/382021
Deposited On:
March 19, 2012
Last Modified:
November 2, 2016
Bibliographic citation:
Forner F., La diffusione manoscritta delle opere petrarchesche oltre le Alpi: Dresda «Studi petrarcheschi» , vol. 22nuova2009pp. 93-119

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