Culture egemoniche e culture locali fra continuità e discontinuità

Data inizio
1 ottobre 2012
Durata (mesi) 
36
Dipartimenti
Culture e Civiltà
Responsabili (o referenti locali)
Prandi Luisa
Parole chiave
culture, epigrafia, geografia

Le poleis microasiatiche, come pure quelle sugli Stretti e all'imboccatura del Ponto Eusino, hanno sperimentato dal passaggio di Alessandro Magno nel 335 in poi, e più da vicino di chiunque altro nel mondo greco, una situazione che non conosceva precedenti. Il passaggio del potere sulla penisola anatolica dai Persiani ad Alessandro, e da lui ai vari Successori, nel giro di un trentennio (a considerare la relativa stabilizzazione di questi ultimi alla fine del IV secolo a. C.) era tale da suscitare e quasi da imporre il bisogno di partiture cronologiche nuove, al di là dei normali sistemi datanti locali. Cronologicamente si delineano una prima fase in cui fu personalmente Alessandro l'interlocutore delle poleis, che si poneva quale loro liberatore; e una seconda fase, più complessa, nella quale la molteplicità e l'instabilità del potere di coloro che cercarono di raccoglierne l'eredità rendeva difficile per le città anche scegliere la figura politica di riferimento. Geograficamente le località su cui appuntare l'attenzione e affinare l'indagine verranno indicate dalla presenza stessa di documentazione epigrafica più consistente per quantità ed interessante per contenuto. Si prevede però di destinare spazio e ricerche specifiche a città, e isole, di rilievo anche strategico, come la catena insulare di fronte alla costa da Tenedo a Cos; oppure città costiere candidate ad essere le chiavi per il controllo dell'area, come Mileto e Alicarnasso; o ancora a poleis di peso nel mar Nero,come Bisanzio: l'ipotesi è che tali luoghi, appetibili ed appetiti, costituiscano banchi di prova evidenti dell'incontro e dello scontro di esigenze diverse, di ambizioni conflittuali e di aspirazioni inconciliabili, come l'esistenza in pace in una dimensione locale o la funzione di punto forte al servizio di un potente in una dimensione quantomeno egea, se non anche mediterraneo-orientale. La ricerca sulle ere locali nell'impero romano, che conta su significative attestazioni proprio nell'area dell'Asia Minore e dell'Ellesponto, oltre che in altre zone, si articolerà nelle seguenti fasi: - raccolta e controllo di tutte le attestazioni epigrafiche di ere locali o provinciali per delineare un quadro sufficientemente dettagliato delle aree di diffusione nell'ambito dell'impero romano; - identificazione la più completa possibile di tutte le ere provinciali e locali attestate nell'impero romano; - collazione dei documenti epigrafici con le fonti numismatiche, letterarie e, ove possibile, papirologiche, per giungere a un'analisi dettagliata dei contesti storici e culturali in cui tali iscrizioni si inseriscono; - approfondimento di alcuni casi di studio, in particolare le provincie iberiche e africane per le ere provinciali e le città dell'Italia e dell'Asia Minore per le ere locali; - analisi delle motivazioni che hanno spinto le scelte di ere non ufficiali nel tentativo di individuare elementi d'incontro e di scontro fra culture diverse. All'interno delle conoscenze maturate dai Greci nell'ampliato orizzonte geografico costituitosi con l'impresa di Alessandro Magno appare interessante verificare l'ipotesi di lavoro che la produzione periplografica, ampiamente diffusa nel mondo greco fin dall'età arcaica potrebbe, essersi codificata come genere nell'Alessandria di Eratostene; la classificazione dei peripli potrebbe costituire a sua volta un tentativo di definire l'approccio allo spazio (marino in questo caso) e di selezionare, in questo modo, la qualità delle notizie riportate. E' da verificare mediante un analitico studio delle fonti, che conoscenze limitate alle coste abbiano contribuito alla messa a punto di schemi trasferiti poi anche alle regioni interne, dove più difficile era la penetrazione. Il dato, se effettivamente confermato da un'analisi complessiva, può spiegare l'idea del mondo maturata in età ellenistica e, con essa, il rapporto instaurato tra chi elaborò il modello di riferimento (Greci) e coloro che, in qualche modo, furono "costretti" dentro uno schema di ordine mentale, prima che cartografico. Il recupero in sostanza di dati di geografia locale, presenti essenzialmente nei racconti di viaggio e/o nella versione letteraria di questi, può consentire una ricostruzione analitica e più precisa del rapporto tra la cultura egemonica, che ad Alessandria selezionò i generi e stabilì una sorta di classifica delle opere tradite, e le culture locali.

Partecipanti al progetto

Collaboratori esterni

Riccardo Vattuone
Università di Bologna Dipartimento di Storia Culture Civiltà PO
Giuseppe Cordiano
Università di Siena Dipartimento di studi classici PA
Serena Bianchetti
Università di Firenza Dipartimento di Lettere e Filosofia PO
Pubblicazioni
Titolo Autori Anno
L’Egeo fra i Persiani e Alessandro il Grande Prandi, Luisa 2016
Riflessi microasiatici della spedizione di Alessandro il Grande (elementi di periodizzazione nel IV secolo a. C.) Prandi, Luisa 2016
Alessandro il Grande in Giustino Prandi, Luisa 2015

Attività

Strutture

Condividi