Social anthropology, myth, ritual, kinship

Alessandro Arcangeli
Professore associato
Elisa Bellato
Cultore della materia
Luca Ciancio
Professore associato
Marina Garbellotti
Professore associato
Stefano Maltese
Professore a contratto
Anna Maria Paini
Professore associato
Competenze
Argomento Persone Descrizione
Antropologia delle migrazioni Stefano Maltese
Anna Maria Paini
migrazioni contemporanee si veda anche il gruppo di ricerca interdisciplinare MiCuTER (Migrazioni Culture Territori) composto principalmente da studiose e studiosi di antropologia e geografia. Ricucire distanze e luoghi. Per una quotidianità condivisa è un Joint Project di durata biennale (febbraio 2018-febbraio 2020) scaturito dal comune interesse manifestato da una pluralità di partner (Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona, Alteritas, Associazione fotografica Verona OFF, CESTIM, Fondazione Nigrizia Onlus – Museo Africano di Verona, Associazione Ad Maiora, Cooperativa Tinlé, COSPE Onlus) a promuovere forme di convivenza e mutuo riconoscimento tra rifugiati e comunità accoglienti. Muove dalla necessità, percepita come pressante nel quadro storico e politico che stiamo attraversando, di restituire centralità e capacità narrativa ai vissuti individuali dei rifugiati, cioè di sottrarre la loro storia di vita alle generalizzazioni della cronaca per ri-consegnarla alla dimensione personale, in cui le visioni del mondo e i saperi incorporati ereditati dalla vita precedente possono divenire strumenti di inserimento e di riconoscimento nei paesi di destinazione. L’analisi critica dei processi creativi attivati nella cornice dell’intervento sarà attuata per mezzo di una rigorosa metodologia etnografica,in costante dialogo con le più recenti acquisizioni teoriche derivanti dagli studi sulle migrazioni, sull’arte e sulle estetiche delle diaspore. Il progetto intende promuovere forme inedite di mutuo confronto, comprensione e inclusione mediante l’implementazione di azioni artistiche mediate da metodologie di indagine etnografica.L’obiettivo generale del progetto è quello di inscrivere i vissuti di migranti e rifugiati protagonisti dell’intervento, le loro visioni del viaggio e le rappresentazioni dell’accoglienza ricevuta in manufatti simbolicamente densi – manufatti-coperte cucite e lavorate in vario modo –, in grado di evocare un campo condiviso di comprensione entro cui chi accoglie e chi viene accolto possano trovare spazio di confronto e dialogo. Le coperte concepite e realizzate nel corso del progetto confluiranno in una mostra, con l’obiettivo di coinvolgere la cittadinanza in percorsi di interculturalità e di didattica creativa.
Antropologia dell'Oceania Anna Maria Paini
Studi su dinamiche coloniali e contemporanee dell'area oceaniana, con particolare attenzione a Kanaky Nuova Caledonia
Antropologia museale Elisa Bellato
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Botanica, medicina e potere nel Rinascimento Luca Ciancio
Si tratta dello studio delle intersezioni tra elaborazione teorica in campo medico-naturalistico e dinamiche del potere nelle corti rinascimentali
La storia della famiglia Marina Garbellotti
La storia della famiglia si interroga sui mutamenti delle strutture familiari, evidenziando come i rapporti coniugali, genitoriali e tra i familiari, come pure l’idea di famiglia siano l’esito di condizionamenti culturali, economici e sociali.
Storia del corpo Alessandro Arcangeli
La storia del corpo considera il corpo umano come realtà fisica, sociale e culturale, ricostruendo, nei diversi contesti storico-culturali, tanto le pratiche quanto le rappresentazioni di tutta l'esperienza che lo riguarda: dalla nascita e morte, alla salute e malattia, senza trascurare la sessualità, gli ideali di bellezza, le disabilità, le variabili del genere, età, gruppo sociale o etnico, i concetti di naturale e di bestiale, il rapporto fra l'individuo e la collettività.
Storia della danza Alessandro Arcangeli
La storia della danza si occupa di una pratica che tende a sfuggire a definizioni facili e condivise (Britannica, rev. 2008: "Dance, the movement of the body in a rhythmic way, usually to music and within a given space, for the purpose of expressing an idea or emotion, releasing energy, or simply taking delight in the movement itself") e che ha la particolarità di non aver lasciato, fino all'età della ripresa fotografica e filmata, tracce definite della specificità di ciascuna performance. La considera nelle sue varietà e contesti funzionali, che non si limitano a una forma d'arte, ma presentano una chiara relazione con il rituale, così come con le pratiche di socializzazione.
Storia dell'adozione e dell'affido Marina Garbellotti
La storia dell’adozione e dell’affido si propone di indagare i trasferimenti di bambini/e dalla famiglia di origine o da un’istituzione caritativa a terzi, esaminando le modalità che regolavano questi passaggi, i doveri di chi prendeva in carico i bambini e il concetto di genitorialità sociale per le epoche trascorse.

Attività

Strutture