La rivoluzione della lingua. In ricordo di Erasmo Leso

  Friday, February 10, 2023

Il seminario di studi La rivoluzione della lingua, previsto per venerdì 10 febbraio alle 14,30 (Polo Zanotto, aula 1.1), intende ricordare il professor Erasmo Leso, già professore di Storia della lingua italiana nell’Ateneo di Verona e direttore dell’allora Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, mancato lo scorso agosto.

Laureato a Padova con Gianfranco Folena, di cui è stato uno degli allievi più brillanti e originali, Leso ha concentrato fin dai primi anni i suoi interessi sulla storia del linguaggio politico moderno: un campo di ricerca di cui è stato sostanzialmente il fondatore in Italia, come gli viene unanimemente riconosciuto. Tra i tanti contributi, si ricorda in modo particolare la monografia, eccezionale per impianto metodologico e per ampiezza degli orizzonti, dedicata a Lingua e rivoluzione. Ricerche sul vocabolario politico italiano del triennio rivoluzionario 1796 – 1799, nella quale Leso definisce il legame profondo tra la rivoluzione giacobina, francese e italiana, e la nascita del lessico politico moderno, con la sua fraseologia, le sue metafore, le sue ragioni ideologiche, soprattutto con le sue linee di tendenza (ad esempio la dialettica tra “discorso persuasivo” e “discorso suggestivo”) destinate a perdurare per secoli, fino ad oggi. Partendo dal Settecento, suo secolo prediletto anche per ragioni di intrinseca consonanza intellettuale, Leso ha tracciato la storia del linguaggio politico, ma anche – per suo tramite – la storia della politica, nelle epoche successive: dal Risorgimento a Giolitti, dal Fascismo alla Repubblica, prima e seconda, con il rigore dello studioso che ha definito i tanti percorsi e le derive del linguaggio politico, ma anche con la passione di chi non ha mai nascosto la preferenza per un discorso improntato a precisione terminologica e chiarezza espositiva, insomma a una razionalità che è segno, in chi la pratica, di onestà intellettuale e di rispetto per i cittadini.

Tra gli altri ambiti di ricerca di Leso si ricorda quello dedicato agli studi lessicografici, cui rimandano i saggi sul dibattito linguistico settecentesco in area veneta e il Dizionario dei sinonimi e dei contrari della lingua italiana, curato assieme al suo maestro Folena.

All’Università di Verona Leso era arrivato a metà degli anni Novanta, per occupare la prima cattedra di Storia della lingua italiana. E da quel momento per lui, veronese di origine, l’Ateneo scaligero rappresentò il centro della vita accademica, sia nella didattica sia nell’istituzione, come direttore di istituto e di dipartimento, e come presidente del corso di laurea in Scienze della Comunicazione, negli anni della sua fondazione e del suo primo, tumultuoso sviluppo.

Il seminario del 10 febbraio è organizzato da docenti degli Atenei di Verona e Padova, che con i loro interventi tracceranno il suo percorso accademico a Padova (Gianfelice Peron) e poi a Verona (Giuseppe Chiecchi, Arnaldo Soldani) e il suo profilo di studioso, nell’ambito sia degli studi lessicografici (Ivano Paccagnella, Alessandra Zangrandi) che di quelli sul linguaggio politico (Massimo Fanfani, Michele A. Cortelazzo).

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