Storia dell'arte moderna (m) (2012/2013)

Corso a esaurimento (attivi gli anni successivi al primo)

Codice insegnamento
4S02284
Docente
Bernard Jan Hendrik Aikema
Coordinatore
Bernard Jan Hendrik Aikema
crediti
6
Altri corsi di studio in cui è offerto
Settore disciplinare
L-ART/02 - STORIA DELL'ARTE MODERNA
Lingua di erogazione
Italiano
Periodo
Semestrino IIB dal 22-apr-2013 al 7-giu-2013.

Orario lezioni

Semestrino IIB
Giorno Ora Tipo Luogo Note
martedì 15.40 - 17.20 lezione Aula T.4  
mercoledì 14.00 - 15.40 lezione Aula 1.1  
giovedì 15.40 - 17.20 lezione Aula 1.1  

Obiettivi formativi

Oggetto del corso magistrale di Storia dell’Arte Moderna sarà quest’anno la storia e la tecnica del disegno veneto del Rinascimento, da Pisanello e Jacopo Bellini fino a Palma Giovane e i cosidetti pittori delle sette maniere.

Programma

Oggetto del corso magistrale di Storia dell’Arte Moderna sarà quest’anno la storia e la tecnica del disegno veneto del Rinascimento, da Pisanello e Jacopo Bellini fino a Palma Giovane e i cosidetti pittori delle sette maniere. Si tratta di identificare ed analizzare le principali caratteristiche tecniche, formali e funzionali della grafica veneta e più specificamente veneziana, vis à vis quelle del disegno centro-italiano (tosco-romano), sulla base di una serie di considerazioni che spaziano dalle specificità tecniche alla funzionalità del foglio disegnato nell’iter preparatorio delle opere pittoriche, scultoree e, eventualmente, architettoniche, il suo ruolo all’interno dell’organizzazione del lavoro nelle botteghe veneziane, il nascente collezionismo, e, naturalmente, il pensiero teorico sul disegno formulato e discusso dai trattatisti, intellettuali, conoscitori ed artisti dell’epoca - ed interpretato dalla critica moderna.
Ragioni di spazio e di metodologia hanno indotto di suddividere il corso in quattro sezioni cronologiche, che scandiscono il periodo fra i primi del Quattro e la fine del Cinquecento in una maniera distinta ed ordinata.
Nella prima parte del corso verrà affrontato il problema delle origini del disegno rinascimentale veneto, da collocare nel Quattrocento, partendo dai nuclei di fogli di Stefano da Verona e del Pisanello per passare ai due epocali libri di disegni di Jacopo Bellini, conservati a Londra, British Museum, e Parigi, Louvre, alle opere grafiche degli artisti padovani seguaci dello Squarcione, alla grafica di Mantegna, e quelle dei due Bellini figli di Jacopo: Gentile e Giovanni.
La seconda parte del corso tratta del molteplice rinnovamento che caratterizza la produzione grafica veneta nel primo Cinquecento. Da Giorgione, autore di un solo foglio sicuro – peraltro eccezionale in molti sensi -, si passa alla prima attività tizianesca, fortemente condizionata dalla iniziale produzione silografica, e dalla collaborazione (secondo modalità da verificare) con Giulio e Domenico Campagnola. In questa sezione – nella quale verranno analizzati anche certi esempi altamente significativi di artisti come Lorenzo Lotto -, verranno poste alcune domande fondamentali sui rapporti del disegno veneziano con quello centro-italiano, lombardo e nord-europeo (Albrecht Dürer!), sull’incipiente collezionismo di disegni e le sue fonti, e sul ruolo specifico del disegno nel concetto artistico veneziano, tizianesco in fattispecie.
La terza parte del corso si concentra sul disegno veneziano e veneto attorno alla metà del Cinquecento, contrassegnata, dall’una parte, dalla vasta attività di Tiziano, l’incontestato caposcuola, e da una serie di attori nuovi sulla piazza, fra i quali spiccano il “romanista” Pordenone, il tizianesco Paris Bordon, l’elegante – sottovalutato! – “parmigianininesco” Andrea Schiavone, artisti di matrice romana quale Federico Zuccaro e Battista Franco, e che vedono gli esordi – folgoranti, promettentissimi – di Paolo Veronese e Jacopo Tintoretto. Un momentum di densissima e variegatissima attività grafica, questo, che rimette in discussione parecchi dei concetti finora discussi…
Nella quarta parte del corso si spiega l’attività dei quattro grandi ateliers che dominano la scena artistica veneziana e veneta negli ultimi decenni del secolo: quelli di Tiziano, Del Veronese, del Tintoretto, e del Bassano. Quattro botteghe con altrettante maniere, e altrettanti modi di produzione. I capibottega – Tiziano, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Jacopo Bassano – si trovavano assecondati, aiutati, imitati, magari anche falsificati da una schiera di artisti, famigliari e non, in parte di altissime competenze, basta pensare a Orazio Vecellio, a Cornelis Cort, allo Zelotti, il Farinati, Carletto Caliari, Alvise Dal Friso, Domenico Tintoretto, Francesco e Leandro Bassano… Il problema della formazione e della produzione del “marchio artistico” è, in qualche modo, un filo conduttore in questa parte finale del corso, che si chiude con una breve panoramica di Jacopo Palma il Giovane e i cosiddetti pittori delle sette maniere, che riprendono ed elaborano sulle imprese dei grandi capiscuola. Grazie alla loro attività, il concetto di pittura, e del disegno veneziano viene per la prima volta e consapevolmente “storicizzato”: nasce in questo frangente l’idea della “scuola veneziana”, così come la intendiamo tuttora.

La forma didattica del corso sarà di lezioni frontali, a volte degli incontri seminariali. Sono previste due uscite didattiche a Gabinetti Grafici, le cui date verranno comunicate durante le lezioni.


Prof. Bernard Aikema

Modalità d'esame

L’esame sarà orale.