Costruzioni identitarie tra pubblico e privato

Data inizio
8 marzo 2005
Durata (mesi) 
24
Dipartimenti
Culture e Civiltà
Responsabili (o referenti locali)
Paini Anna Maria

Il percorso di ricerca intende esplorare le dinamiche di costruzione identitaria e le pratiche interculturali in cui la differenza si articola ed emerge nell’agire individuale e collettivo in diversi contesti socio culturali, con particolare riferimento a società in transizione o multiculturali. Le sfere del privato e del pubblico sono spesso state presentate nella tradizione antropologica come domini contestabili e contestati, per esempio dall’antropologia femminista, ma l’assunto che la sfera pubblica può contaminarsi a diversi gradi mentre quella privata dovrebbe rimanere la culla delle radici culturali resta ancora forte. Spesso sono le donne a cui è demandata tale trasmissione.
Rifiutando distinzioni e confini così rigidi, il percorso di ricerca ambisce a presentare situazioni in cui il confine pubblico/privato viene discusso, si sposta, viene decostruito e costruito dall’incalzare degli eventi, siano essi di natura politico sociale e collettiva (movimenti sociali e giovanili, società in conflitto o in transizione) o siano inerenti la sfera famigliare e personale, specie nella quotidianità (pratiche di trasmissione intergenerazionale della memoria collettiva, alimentazione, abbigliamento, pratiche rituali, maternità e crescita dei figli, sessualità, momenti ludici e conviviali, ciclo di vita e rituali funerari). Come si può dedurre dagli esempi fatti l’ambito del pubblico/privato ha confini sfumati e fluttuanti, costantemente ridefiniti o strategicamente utilizzati da uomini e donne per affrontare l’incertezza e difficoltà del presente. Fenomeni quali il colonialismo e la decolonizzazione, l’evangelizzazione, i movimenti religiosi, le migrazioni, la rapida trasformazione economica e sociale, il terrorismo, la globalizzazione e i nuovi mezzi di comunicazione e informazione agiscono sulla costruzione di identità tra pubblico e privato proprio perché si insinuano negli interstizi, negli spazi intermedi dell’interazione tra uomini e donne, modificandone rapporti di forza, opportunità, strategie.

1) Attraverso fonti archivistiche ed etnografiche, e in una prospettiva che svincola il concetto di agency dalla contrapposizione tra autonomia (l’ individuo occidentale) e dipendenza (l’ “altro” comunitario), si analizeranno i cambiamenti avvenuti nella costruzione dell’individuo adulto nell’ambito della socialità kanak (Nuova Caledonia).
Alla luce degli oltre 160 anni di contatti documentati con gli europei, in particolare missionari, e della ricca storia di mobilità della forza lavoro indigena (soprattutto maschile,) la ricerca si propone di a)approfondire le dinamiche relative a tre tipi di relazioni: quella tremun (fratello-sorella), connotante la società precoloniale di Lifou (Nuova Caledonia); quella coniugale, considerata fondante la costruzione dell’identità adulta contemporanea per entrambi i sessi, ed infine quella materna, che resta centrale ma assegnata al ruolo domestico delle donne e dissociata dal loro ruolo pubblico; b) i cambiamenti che hanno influito sulla collocazione sociale di queste relazioni; c) le implicazioni rispetto all'essere donna e all'essere uomo kanak oggi

2) Le famiglie transnazionali sono un ambito privilegiato di discussione e ridefinizione delle categorie del pubblico e del privato specie nel passaggio intergenerazionale e nell’analisi di genere. L’identità "etnica" viene costruita e ricostruita attraverso narrazioni (“il lavoro della memoria”) che mirano a trasmettere la storia familiare e individuale di chi è emigrato, assieme alle vicende storico-politiche che le hanno accompagnate. Attingendo a esperienze di ricerca precedenti (tra gli italoamericani negli anni ottanta, tra gli egiziani in Italia negli anni novanta e tra le studentesse adolescenti di una scuola di Reggio Emilia nel duemila), la ricerca esplora i costrutti di persona, individuo, autonomia, relazioni familiari e sociali nell'ambito dei corsi di formazione/orientamento per operatori psico-sociali.

Il progetto di ricerca si svilupperà nel corso di due anni.
L’attività relativa al primo anno riguarda

Enti finanziatori:

Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento

Partecipanti al progetto

Anna Maria Paini
Professore associato

Collaboratori esterni

Paola Schellenbaum
Università di Verona Dottore in Antropologia

Attività

Strutture