Diana Dobreva, docente dell’Università di Verona è stata recentemente ospite presso l’Ambasciata d’Italia a Sofia per presentare i risultati delle ricerche archeologiche condotte nel 2025 nel sito romano di Nicopolis ad Istrum, regione di Veliko Tarnovo, nel nord della Bulgaria. Durante un incontro durato quasi un’ora e mezza nella residenza ufficiale dell’Ambasciatore – una prestigiosa dimora di fine Ottocento nel centro della capitale bulgara – l’Ambasciatore S.E. Marcello Apicella e il Vice Capo Missione dott. Edoardo Di Paolo hanno espresso vivo apprezzamento per il lavoro svolto dal gruppo di ricerca dell’Università di Verona.
Il progetto, coordinato dal Dipartimento di Culture e Civiltà, è realizzato in collaborazione con il Museo Storico Regionale di Veliko Tarnovo e con il riconoscimento istituzionale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. La missione rappresenta oggi la prima e unica missione archeologica internazionale dell’Università di Verona, nonché l’unica missione italiana attiva in Bulgaria. La campagna di scavo 2025, svolta tra settembre e ottobre, ha coinvolto studenti, dottorandi e giovani ricercatori italiani che hanno lavorato fianco a fianco con il team bulgaro. Oltre a rappresentare un’importante attività scientifica, il progetto costituisce anche un prezioso laboratorio formativo per le nuove generazioni di archeologi. La missione archeologica rappresenta un importante esempio di cooperazione scientifica internazionale tra Italia e Bulgaria, contribuendo alla valorizzazione di un sito di grande rilevanza storica e culturale. Le indagini si sono concentrate in un settore finora inesplorato della città romana, situato vicino all’antica agorà. Qui gli archeologi hanno portato alla luce le imponenti fondazioni di un edificio monumentale semicircolare, probabilmente una grande fontana pubblica (ninfeo) risalente all’epoca romana. La struttura, caratterizzata da un’abside centrale e da ambienti sotterranei voltati, doveva essere parte di un complesso scenografico destinato non solo alla distribuzione dell’acqua, ma anche alla celebrazione del prestigio della città e delle sue élite locali. Le numerose tracce di canalizzazione idrica e gli elementi architettonici rinvenuti suggeriscono infatti l’esistenza di una facciata monumentale decorata con colonne e statue.
Durante la visita in ambasciata sono state inoltre discusse nuove possibili iniziative di collaborazione nel campo dell’archeologia e della promozione culturale, rafforzando ulteriormente i legami tra i due Paesi.
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