castelnovo
univr
it
L’inquisitore inquisito. Registri contabili e processi contro frate Mino da San Quirico (1326-1336)
La ricerca è dedicata a Mino da San Quirico, frate Minore e inquisitore toscano della prima metà del secolo XIV, un personaggio noto, ma non ancora oggetto di uno studio sistematico. L’indagine mette a fuoco la figura di questo giudice della fede e il funzionamento del suo officium, ne analizza l’azione repressiva e la gestione contabile, ricostruisce la biblioteca-archivio inquisitoriale e coglie gli elementi di identità delle vittime che emergono dalle fonti. La singolarità di frate Mino da San Quirico e la ricchezza delle testimonianze sopravvissute offrono un punto di vista privilegiato per ricostruire frammenti di esistenze e aprire scorci sulla quotidianità di un inquisitore e degli inquisiti.
Frate Mino da San Quirico merita uno studio approfondito non solo per la sua identificazione con il protagonista della sesta novella della prima giornata del Decameron di Giovanni Boccaccio, ma soprattutto per l’eccezionalità della documentazione superstite. Disponiamo infatti sia delle sue registrazioni contabili sia di un procedimento giudiziario in cui l’inquisitore è – a sua volta – inquisito. Presso l’Archivio Apostolico Vaticano si conservano le sue rationes (i registri contabili), il dossier relativo al procedimento giudiziario contro di lui, i rendiconti di due nunzi apostolici e undici lettere di Giovanni XXII e Benedetto XII relative agli anni 1333-1336. I registri contabili di frate Mino sono rilegati nel codice vaticano 251 della serie camerale Collectoriae insieme agli atti dell’inchiesta condotta dal nunzio apostolico Ponce Étienne, volta a verificare la gestione finanziaria dell’officium.
La ricerca ripercorre l’itinerario degli studi dedicati al frate sanquirichese dall’erudizione di età moderna fino agli sviluppi più recenti. L’analisi congiunta delle fonti contabili e giudiziarie, a cui si aggiungono le lettere papali, consente di ricostruire la parabola biografico-giudiziaria dell’inquisitore, di esaminare la fisionomia delle sue scritture amministrative e di seguire le vicende di uomini e donne coinvolti nei procedimenti inquisitoriali, non necessariamente condannati per eresia. Dalla documentazione vaticana emergono importanti – e rare – informazioni sul patrimonio librario e documentario dell’officium fiorentino e sull’attività dei notai al suo servizio. Le lettere papali offrono una testimonianza esterna e complementare rispetto alle scritture contabili e giudiziarie, documentando l’assenza di coinvolgimento del vescovo di Firenze nelle attività inquisitoriali, la gestione del denaro spettante alla Camera Apostolica, la condanna del monaco Giovanni Berti dal Sambuco e, non ultimo, la confisca dei beni di Giacomo, detto Scaglia Tifi.
Un ampio fronte d’indagine riguarda l’affaire relativo a Scaglia Tifi, civis Florentinus al servizio di esponenti dell’aristocrazia borgognona, condannato per eresia post mortem da frate Mino da San Quirico. Particolare rilievo assume la documentazione conservata presso gli Archives départementales du Doubs – ignorata dalla recente storiografia – che consente di ricostruire l’inchiesta svolta a Besançon nel gennaio 1333 dal commissarius Guillaume di Guyans. Dai documenti superstiti emergono due rappresentazioni antitetiche del condannato: un famigerato eretico, secondo gli articuli d’accusa, e un buon cristiano, funzionario leale e benefattore dell’ospedale di Santo Spirito di Besançon, come si legge nei capitula della difesa e nelle deposizioni testimoniali. La portata dell’affaire travalica l’ambito locale – e l’agire di un inquisitore – e si estende tra Firenze, Avignone e la contea di Borgogna, coinvolgendo non solo importanti famiglie fiorentine (ad esempio i Peruzzi), ma anche un potente cardinale (Napoleone Orsini) a dimostrazione della versatilità delle fonti della repressione per ricostruire uno spaccato di società, oltre all’implicito officium di coercizione all’ortodossia.
Giulia Castelnovo è dottoranda di ricerca in Scienze Archeologiche, Storico-artistiche e Storiche presso l'Università degli Studi di Verona. Ha conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche presso l’Università degli Studi di Milano e il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso la Scuola dell’Archivio di Stato di Milano. I suoi principali interessi di ricerca sono la storia del cristianesimo e della chiesa nel medioevo e in età moderna, la storia dell'Ordine minoritico, nonchè la storia della trasmissione e della conservazione di libri e documenti.
Insegnamenti attivi nel periodo selezionato: 0.
Clicca sull'insegnamento per vedere orari e dettagli del corso.
Di seguito sono elencati gli eventi e gli insegnamenti di Terza Missione collegati al docente:
******** CSS e script comuni siti DOL - frase 9957 ********